Animali da parco

ZEBRA

 

Nome comune

Zebra

Classificazione scientifica

Ordine – Perissodactyla

Famiglia – Equidae

Genere – Equus

Specie – Equus quagga, Equus quagga, Equus zebra, Equus hartmannae, Equus grevyi

Areale di distribuzione

La zebra è un erbivoro diffuso nel sud-est africano.

Provenienza

Nata in ambiente domestico.

Note di biologia

Questo equide si contraddistingue per il caratteristico mantello a bande nere e bianche (secondo le sottospecie, posso variare tono ed avvicinarsi al marrone scuro-rossastro). Pesano in media 200 kg (anche peso e dimensioni possono variare nelle sottospecie).

Note di etologia

Le zebre hanno un’organizzazione sociale piuttosto complessa. Vivono in famiglie composte da cinque o sei femmine, con a capo una femmina con ruolo di guida e uno stallone che, dal punto di vista gerarchico, ricopre il massimo rango. I maschi giovani si allontanano presto dalla famiglia, di solito entro i tre anni dalla nascita e costituiscono dei gruppi erranti alla ricerca di femmine giovani con le quali stabilire una nuova famiglia.

Curiosità

Alcuni ricercatori hanno osservato casi di adozione nelle famiglie di zebre: sono stati osservati, infatti, casi di adozione completa, cioè allattamento di piccoli da parte di femmine non madri.

Le tipiche striature del mantello hanno un significato evolutivo per il quale i ricercatori non hanno ancora raggiunto comune accordo sul significato biologico: alcuni ritengono sia fondamentale per il mimetismo e per confondere i predatori; altri sostengono l’ipotesi che abbia esclusivamente un ruolo nella comunicazione sociale, contraddistinguendo gli animali individualmente.

Zebra di Chapman

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Zebre di Grant

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Zebrallo

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Camelidi:   llama glama – dromedari

DROMEDARIO

Nome comune

Dromedario

Classificazione scientifica

Ordine – Artiodactyla

Famiglia – Camelidae

Genere – Camelus

Specie – Camelus dromedarius

Areale di distribuzione

Asia e Africa settentrionale.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il dromedario differisce dal suo parente prossimo, il cammello (Camelus bactrianus), per diverse particolarità morfologiche, tra le quali la più evidente è senz’altro la presenza di una gobba sul dorso (anziché due come nel cammello); tale singola gobba, assolve tuttavia le medesime funzioni. Infatti, anche il dromedario è in grado di sopportare bene condizioni di scarsità di cibo e acqua, con particolari capacità fisiologiche evolute per sopravvivere alle condizioni più avverse. Risulta essere leggermente più piccolo del cammello, anche se può raggiungere pesi prossimi ai 5 quintali e un’altezza di 2 metri.

Note di etologia

La modulazione del comportamento sessuale nei maschi è correlata alle condizioni climatiche: infatti, la scienza in passato ha mostrato come la libido dei maschi possa diminuire considerevolmente in condizioni di siccità. D’altra parte, i tipici comportamenti sessuali del maschio iniziano proprio a ridosso della stagione umida.

Curiosità

Sembra che il dromedario sia in grado di modulare la propria temperatura corporea durante le stagioni, ma in particolare durante quella riproduttiva. Infatti, alcune ricerche mostrano come la temperatura corporea dei dromedari diminuisca durante l’estate e spiegano tale fenomeno come una strategia evolutiva finalizzata ad aumentare le proprie capacità di combattimento con altri maschi.

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CAMMELLO

Nome comune

Cammello.

Classificazione scientifica

Ordine – Artiodactyla

Sottordine – Tylopoda

Famiglia – Camelidae

Genere – Camelus

Specie – Camelus bactrianus

Areale di distribuzione

Pur essendo considerato un animale domestico a tutti gli effetti, il cammello è originariamente diffuso in Asia centrale.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Le due grandi gobbe presenti sul dorso, che lo contraddistinguono dal suo parente più prossimo, il dromedario (Camelus dromedarius), si sono evolute per svolgere la funzione di riserva energetica in periodi di scarsità di cibo o acqua: esse sono, infatti, costituite da diversi depositi adiposi (grasso).

È uno degli animali maggiormente resistenti alle condizioni climatiche avverse, non solo nei riguardi della siccità (nota la capacità di sfruttare i liquidi corporei), ma soprattutto alle escursioni termiche, motivo per il quale i cammelli si adattano benissimo a vivere in tutte le zone del mondo.

Generalmente, i cammelli presentano un’altezza che può raggiungere i 2,50 metri sulla punta della prima gobba e un peso di circa 450 kg in media. La femmina ha una gestazione di circa 13 mesi.

Dal punto di vista delle abitudini alimentari il cammello si classifica tra gli erbivori, in particolare come specie selezionatrice (cioè che sceglie con cura le essenze botaniche di cui si nutre). Al tal proposito, osservando il comportamento di alcuni cammelli liberi in steppa, è stato osservato che durante il pascolamento la scelta di specie botaniche quali le Amaranthacee è stato prevalente rispetto alle Graminacee (preferite, ad esempio, dai cavalli).

Note di etologia

I cammelli vivono abitualmente in gruppi di dieci o venti esemplari, con a capo un maschio dominante.

Particolarmente interessante è il comportamento del maschio che, al pari del suo parente più prossimo, il dromedario, può presentare alcune caratteristiche che richiedono attenzione durante l’allevamento. Il cammello maschio, durante il periodo riproduttivo, diventa particolarmente irrequieto ed errate condizioni d’allevamento possono favorire l’insorgenza di problemi comportamentali.

Curiosità

Il latte di cammello è molto nutriente e adatto al consumo umano. È molto differente rispetto a quello bovino (soprattutto per quanto concerne la composizione della caseina), e molti ricercatori promuovono la ricerca su questo prodotto che potrebbe rivelarsi utile nell’alimentazione infantile e anche per combattere alcune malattie.

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CAMELIDI SUDAMERICANI – genere Lama

Nome comune

Lama, Alpaca, Guanaco, Vicuña

Classificazione scientifica

Ordine – Artiodactyla

Famiglia – Camelidae

Genere – Lama

Specie – Lama spp.*

* Il genere Lama presenta quattro specie: il lama propriamente detto (Lama glama); l’alpaca (Vicugna pacos); il guanaco (Lama guanicoe), e il vicuña, (Vicugna vicugna). Tali animali, per alcuni autori, seppur riconosciuti e distinti come specie, sembrano piuttosto essere derivati da un unico ancestrale comune e differenziatisi soltanto a seguito di intensi processi di domesticazione.

Areale di distribuzione

Il genere Lama comprende camelidi diffusi nell’America meridionale, in particolare nelle regioni del sud-ovest.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il lama è un camelide di dimensioni comprese in una media di 1,80 metri di altezza e un peso che può variare dai 130 ai 200 kg. I lama sono animali che presentano una longevità che può raggiungere anche i 25, 30 anni in ambiente domestico. Al pari di altri camelidi, anche i lama dimostrano di aver evoluto particolari adattamenti morfologici e fisiologici finalizzati a difendere l’organismo in situazioni climatiche e ambientali avverse e, talvolta estreme.

La gestazione del lama dura all’incirca 350 giorni.

Note di etologia

I lama sono animali molto sociali e vivono in gruppi di più individui. Il tipico comportamento dello «sputo» è una strategia comportamentale finalizzata originariamente a stabilire e a mantenere le gerarchie all’interno dei gruppi. Rispetto ad altre specie, le gerarchie non sono rigide e stabili nel tempo, ma si modificano tramite combattimenti e confronti che stabiliscono l’individuo di grado maggiore.

Curiosità

Il termine corretto con il quale indicare un piccolo di lama è «cria», termine che deriva dallo spagnolo e che indica, appunto, bambino.

Il lama è un animale addomesticato da molto tempo dalle popolazioni sudamericane, che ne ricavano carne, latte e, soprattutto, lana. La sua socialità e il carattere particolarmente docile consentono al lama di essere inserito tra il gruppo degli animali da parco maggiormente addomesticabili.

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DAINO

Nome comune

Daino

Classificazione scientifica

Ordine – Artiodactyla

Famiglia – Cervidae

Subfamiglia – Cervinae

Tribù – Cervini

Genere – Dama

Specie – Dama dama

Areale di distribuzione

La storia del daino è controversa e molto antica. Si ritiene che il daino fosse già presente in epoca preistorica anche in Italia e che superò l’ultima era glaciale grazie alla sopravvivenza di popolazioni in Asia minore e Africa del nord; tali popolazioni avrebbero dato modo all’uomo di reintrodurlo nel Vecchio Continente in più riprese.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il daino è un piccolo cervide che non supera il metro al garrese per un peso che, nei soggetti di buona taglia, raggiunge gli 80 kg. Le tipiche macchie bianche sul mantello (pomellatura), variano secondo il soggetto ed anche la colorazione complessiva dell’animale varia in base alla stagione.

Dal punto di vista delle abitudini alimentari, il daino si presenta poco selettivo e questa caratteristica lo rende un animale particolarmente facile da allevare, poiché si adatta a qualsiasi tipo di foraggio, erbaceo o arbustivo.

I grandi palchi del daino maschio (pale), sono un carattere sessuale secondario e distintivo della specie: essi sono posati annualmente (cioè, si staccano dalla testa dell’animale), verso la fine del mese di marzo e l’inizio di giugno per lasciare spazio ai nuovi palchi che cresceranno per essere pronti per il periodo degli amori.

Note di etologia

Il daino vive al di fuori della stagione riproduttiva in branchi distinti di maschi e femmine (più numerosi), che si uniscono verso la fine di agosto fino a novembre, quando cessa il periodo degli amori. Il maschio crea il proprio harem che difende dai così detti maschi «satelliti»: giovani maschi, ancora privi di harem, che tentano di impossessarsi delle femmine restando ai confini territoriali di maschi adulti.

Curiosità

Dopo il parto, il piccolo daino è nascosto dalla femmina tra la vegetazione e portato al branco soltanto al compimento del decimo giorno di vita. Durante questa vita nascosta tra gli arbusti, il piccolo è allattato ogni quattro ore circa.

Nonostante la grande pericolosità potenziale che i palchi dei daini possiedono per la loro forma, raramente è possibile assistere a ferimenti o decessi durante i combattimenti.

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Rapaci:

falchi – gufi – civetta delle nevi – civetta – barbagianni – assioli – gufo reale – falco di harris

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civetta delle nevi

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allocco degli Urali e allocco della Lapponia

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Uccelli da parco:

anatidi – pavoni – gru – fenicotteri – struzzi

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GRU DELLA MANCIURIA

Nome comune

Gru della Manciuria

Classificazione scientifica

Ordine – Gruiformes

Famiglia – Gruidae

Genere – Grus

Specie – Grus japonensis

Areale di distribuzione

La gru della Manciuria è originaria dell’Asia orientale, della Siberia, la Corea, la Cina, il Giappone e altre aree geografiche attraversate durante le migrazioni compiute per portare a termine le fasi biologiche.

Provenienza

Nata in cattività.

Note di biologia

Tra tutte le gru questa è la specie di più grandi dimensioni. La gru della Manciuria presenta un’alimentazione variegata, che include parti vegetali, invertebrati terrestri e acquatici che seleziona negli ambienti umidi che frequenta e, occasionalmente, piccoli mammiferi. Queste preferenze alimentari comportano una richiesta di proteina piuttosto elevata in allevamento, che oscilla tra il 19% (fuori dalla stagione riproduttiva), e il 21% (durante la stagione riproduttiva) della dieta.

Ha un peso che varia dai 7 ai 10 Kg, in base all’età e al periodo dell’anno. Misura una lunghezza complessiva (dalla punta del becco alle zampe), di circa un metro e mezzo. La gru della Manciuria non presenta dimorfismo sessuale, richiede per tanto un sessaggio da parte del medico veterinario (tramite analisi del DNA o endoscopia).

Note di etologia

La gru della Manciuria presenta un comportamento piuttosto complesso, che gli ornitologi definiscono «a sviluppo ciclico». Presenta periodi di grande attività comportamentale, alternati a periodi meno attivi.

Questi uccelli, quando allevati in età neonatale dall’uomo, si dimostrano molto confidenti e gradiscono il contatto umano.

Curiosità

In ambiente naturale le gru della Manciuria, così come altri animali acquatici, sono particolarmente vulnerabili alle sostanze inquinanti, che possono accumulare nei tessuti.

La gru della Manciuria è considerata dalla IUCN Red List come specie in pericolo di estinzione; per tanto, l’allevamento in ambiente domestico risulta essere importate per fini conservativi.

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Pappagalli e psittacidi:

LE ARA

Nome comune

Ara

Classificazione scientifica

Ordine – Psittaciformes

Famiglia – Psittacidae

Genere – Ara

Specie – Ara ararauna; Ara chloroptera; Ara macao

Areale di distribuzione

Le ara sono originarie di un’arale piuttosto esteso dell’America centrale, che va dal Messico sino a Caraibi.

Provenienza

Nate in ambiente domestico.

Note di biologia

Al gruppo delle ara appartengono i pappagalli più grandi al mondo. Oltre le specie presenti nel nostro parco, ne esistono altre, tra le quali ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus), che è in assoluto la più grande: misura, infatti, circa un metro di lunghezza.

Le ara si nutrono in ambiente naturale prevalentemente di vari tipi di semi, fiori e frutti. Si riproducono generalmente una volta l’anno e portano allo svezzamento uno/due piccoli.

Si presentano molto colorate, ma con una zona di epidermide aplume sul volto, ornata con striature più o meno marcate (a seconda dell’individuo e della specie), che potrebbero svolgere una funzione comunicativa nella vita sociale del volatile.

Note di etologia

Come tutti i pappagalli, anche le ara si presentano particolarmente intelligenti. Oltre a legarsi profondamente alla figura dell’uomo (se allevate artificialmente sin dall’età più infantile), esse manifestano anche comportamenti legati all’esteriorizzazione di sentimenti: infatti, è noto che quando un’ara si emoziona arrossisce nella parte aplume della testa.

Curiosità

Le grandi ara manifestano un comportamento particolare legato alla terra, in particolare l’argilla: esse ne assumono ingenti quantità durante il giorno e la vera ragione di questo comportamento ancora non è stata scoperta. Le ricerche scientifiche condotte fin ora ipotizzano essenzialmente due ragioni che possono spiegare quest’attività alimentare: una ipotizza che l’assunzione di terra, e in particolare di argilla, impastata con la saliva, darebbe origine a un film protettivo all’interno dell’esofago contro le sostanze alcaloidi contenute in molti semi assunti dai pappagalli; l’altra ipotizza che esso sia un comportamento attuato al fine di ingerire sostanze inerti come integrazione alimentare.

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ECLETTO

Nome comune

Ecletto

Classificazione scientifica

Ordine – Psittaciformes

Famiglia – Psittaculidae

Sottofamiglia – Psittaculinae

Tribù – Psittaculini

Genere – Eclectus

Specie – Eclectus roratus

Areale di distribuzione

Originario delle Isole Salomone, Sumba, Nuova Guinea, Australia nord-orientale e isole Molucche.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Rispetto a molte altre specie di Psittacidae, l’ecletto si presenta come specie dimorfica, ossia è possibile distinguere il maschio dalla femmina con una semplice analisi visiva. Il maschio si presenta di un verde brillante omogeneo, mentre la femmina presenta il capo e il collo di un rosso brillante, mentre la restante parte del corpo è di un rosso molto acceso, alternato a zone più scure e ad aree indaco/blu.

Le abitudini alimentari dell’ecletto lo fanno rientrare nel gruppo dei frugivogi-florivori, ossia consumatori di frutta e fiori. Anche il consumo di insetti, soprattutto durante il periodo riproduttivo, sembra essere abitudine ben consolidata. In ambiente domestico questo pappagallo richiede una dieta piuttosto ricca di fibre, giacché presenta un tratto gastro-enterico piuttosto lungo.

Note di etologia

L’ecletto in ambiente domestico si presenta come un pappagallo piuttosto pacifico e socievole, ma il suo allevamento (specialmente quando allevato dall’uomo in età infantile), richiede molte attenzioni, dal momento che sembra essere una delle specie maggiormente incline alla nevrosi autolesiva (autodeplumazione).

Curiosità

Gli ecletti sembrano essere, al pari degli altri pappagalli, uccelli piuttosto longevi. Dacché questa specie è allevata diffusamente solo dopo gli anni Ottanta, non si hanno notizie certe riguardo una media di età massima. Tuttavia, si ritiene che essa possa raggiungere i 40, 50 anni.

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CACATUA

Nome comune

Cacatua cresta gialla

Classificazione scientifica

Ordine – Psittaciformes

Famiglia – Cacatuidae

Genere – Cacatua

Specie – Cacatua spp.

Areale di distribuzione

Australia, frequentano le praterie aperte e le zone agricole, ma anche l’ambiente urbano.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Sotto il termine comune di «cacatua» sono raggruppate numerose specie di pappagalli australiani dalle caratteristiche tipiche del gruppo: tra queste, è distintiva la presenza di un ciuffo di piume più o meno grande sul capo. I cacatua non hanno un piumaggio appariscente come la maggior parte degli altri pappagalli, ma presentano colori tenui che sono compresi frequentemente nelle graduazioni del grigio, del bianco e in alcune specie del nero.

Sono pappagalli di dimensioni medio-grandi e, per quanto concerne le abitudini alimentari, classificati nel gruppo dei granivori. Amano pascolare al suolo alla ricerca di sementi ed essenze botaniche in grado di soddisfare le loro semplici (se paragonate ad altre specie), esigenze nutrizionali.

Note di etologia

Il ciuffo di penne sul capo non riveste soltanto una chiave dicotomica per il riconoscimento dei cacatua dagli altri pappagalli. Le penne e le piume sul capo rivestono un importante significato etologico: infatti, sono utilizzate dai cacatua per esprimere il proprio stato d’animo agli altri conspecifici. Spesso, la completa erezione del ciuffo significa attenzione e curiosità, ma talvolta può anche essere utilizzato per enfatizzare i comportamenti aggressivi.

Curiosità

Tra tutti i cacatua esiste una specie molto diffusa in ambiente domestico: la calopsitte (Nimphycus hollandicus). Anche la calopsitte, presentando un bel ciuffo di penne erettili sul capo, rientra nel gruppo dei cacatua ed è la specie più piccola.

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CENERINO CODA ROSSA

Nome comune

Cenerino coda rossa

Classificazione scientifica

Ordine – Psittaciformes

Famiglia – Psittacidae

Sottofamiglia – Psittacinae

Genere – Psittacus

Specie – Psittacus erithacus

Areale di distribuzione

Africa centrale.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il cenerino coda rossa è un robusto pappagallo nativo dell’Africa. Molto apprezzato in ambiente domestico, il cenerino è particolarmente conosciuto per il contributo fornito nel campo delle scienze cognitive per le sue spiccate performance intellettive. Infatti, il cenerino coda rossa ha dimostrato che, spesso, i pappagalli non ripetono le parole del linguaggio umano senza un criterio, ma dimostrano di utilizzarle con un nesso causale preciso.

Il cenerino coda rossa è un pappagallo che è possibile classificare nel gruppo dei frugivori, ma alcune osservazioni in ambiente domestico e in natura spingerebbero alcuni autori a classificarlo nel gruppo degli onnivori.

Note di etologia

Il cenerino coda rossa, come detto, è un pappagallo particolarmente intelligente. Nonostante le spiccate capacità di apprendimento, tuttavia, richiede in ambiente domestico la massima attenzione, poiché è uno dei pappagalli maggiormente inclini a sviluppare la nevrosi autolesiva (autodeplumazione). Alcuni recenti studi condotti in Italia, imputerebbero alla frustrazione sessuale un ruolo principale nell’insorgenza di comportamenti patologici.

Curiosità

Il cenerino coda rossa, così come altre specie di pappagalli, se allevato artificialmente (a mano), sviluppa i propri imprinting filiali e sessuali verso la specie umana. Il cenerino coda rossa è un uccello nidicolo, ha cioè la necessità di essere assistito dai genitori fino allo svezzamento.

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pulli di pappagallo

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Mammiferi:

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Genetta pardina

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Roditori

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Cani della prateria

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Coniglo nano

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Coniglio nano ariete

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Scogliattolo di terra

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SURICATO

Nome comune

Suricato

Classificazione scientifica

Ordine – Carnivora

Famiglia – Herpestidae

Sottofamiglia – Herpestinae

Genere – Suricata

Specie – Suricatta suricatta

Areale di distribuzione

I suricati occupano un areale geografico che comprende il sudovest africano.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

I suricati sono manguste dalle ridotte dimensioni: giungono a pesare al massimo un kg e presentano una lunghezza complessiva compresa tra 25-30 cm.

Le abitudini alimentari consentono di inserire i suricati nell’ordine Carnivora. In ambiente naturale si nutrono abitualmente di piccoli invertebrati terrestri (coleotteri, imenotteri, larve di insetti), e occasionalmente predano piccoli mammiferi e rettili, che trovano attraverso una costante ricerca nel terreno. Come molti animali distribuiti nell’area tropicale e sub-tropicale, anche i suricati si riproducono generalmente dopo la stagione delle piogge, portando allo svezzamento in media dai tre ai sette piccoli per nidiata.

Note di etologia

Il suricato è uno degli animali maggiormente studiati negli ultimi anni per la sua spiccata socialità e per l’organizzazione sociale che lo contraddistingue. Vive in gruppi variamente numerosi (10, 20 individui), composti prevalentemente di individui giovani, mentre il ruolo di riproduttori è affidato a pochi maschi adulti e a un massimo di tre femmine in estro per gruppo. Tipico comportamento di queste manguste è la guardia al gruppo: durante il pasto alcuni individui assumono il ruolo di sentinelle, si dispongono tipicamente in rialzi del terreno, rocce o tronchi d’albero e avvertono tutto il gruppo con intense vocalizzazioni l’eventuale presenza di predatori.

Viste la loro spiccata socialità sono animali che si adattano molto bene alla vita in ambiente domestico, giungendo a diventare ottimi animali da compagnia.

Curiosità

Le femmine in grado di riprodursi nei gruppi sono femmine che hanno combattuto per raggiungere tale posizione sociale. Alcuni autori hanno determinato che il peso e l’età sono determinanti affinché una femmina raggiunga il grado più alto di dominanza.

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MANGUSTA VOLPE

Nome comune

Mangusta volpe

Classificazione scientifica

Ordine – Carnivora

Famiglia – Herpestidae

Genere – Cynictis

Specie – Cynictis penicillata

Areale di distribuzione

La mangusta volpe (o mangusta gialla), è una mangusta africana dalle abitudini comportamentali diurne. Vive generalmente a ridosso delle praterie e delle zone semidesertiche del Sudafrica, in particolare in Botswana, Angola, Zimbabwe e Namibia.

Provenienza

Nata in ambiente domestico.

Note di biologia

La mangusta volpe è un piccolo mammifero che raggiungere i 50 cm di lunghezza per un peso di circa 1-2 kg, secondo gli individui. Sono animali gregari, che vivono in gruppi composti da 15/20 soggetti e hanno abitudini comportamentali diurne.

Le abitudini alimentari manifestate in natura sono pressoché simili a quelle dei Suricati.

Note di etologia

La mangusta volpe è un importante oggetto di studio per gli etologi. Essa, infatti, pur manifestando una consistente socialità, dimostra di poter vivere anche in modo solitario. Tale capacità è particolarmente interessante: infatti, le manguste volpe che vivono in gruppo manifestano un comportamento sociale particolarmente complesso. Gli etologi ritengono che la mangusta volpe possa rappresentare il punto di passaggio (evolutivo), nei mammiferi tra vita solitaria e di gruppo.

Curiosità

La mangusta volpe, così come altri mammiferi, utilizza dei richiami di gruppo per allertare in caso di pericolo. Recenti studi dimostrano che tali richiami sono utilizzati con un livello di «urgenza» differente secondo gli allarmi lanciati. Non solo. La mangusta volpe, differentemente da altri mammiferi solitari, dimostra di possedere numerosi richiami utili alla coesione del gruppo, quindi definiti richiami «amichevoli».

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MOFFETTA COMUNE

Nome comune

Moffetta americana

Classificazione scientifica

Ordine – Carnivora

Famiglia – Mephitidae

Genere – Mephitis

Specie – Mephitis mephitis

Areale di distribuzione

La moffetta comune è nativa dell’America settentrionale, in particolare nel sud del Canada, Stati Uniti e Messico.

Provenienza

Nata in ambiente domestico.

Note di biologia

Nel nostro Paese è meglio conosciuta con l’appellativo di puzzola, in relazione alle potenti ghiandole in grado di secernere una sostanza maleodorante a scopi difensivi. Questi animali hanno un mantello tipicamente nero con due strisce bianche molto caratteristiche che dalla punta della coda si separano sul dorso, riunendosi poi in prossimità del muso; presentano dimensioni prossime a quelle di un gatto domestico di piccola-media taglia.

Nonostante la collocazione sistematica, le moffette presentano abitudini alimentari piuttosto onnivore, assumendo sia sostanze vegetali sia animali.

Note di etologia

Generalmente questi mammiferi manifestano abitudini crepuscolari, diventando maggiormente attive all’imbrunire, mentre di giorno rimangono nelle loro tane.

La moffetta comune è poligama e si riproduce generalmente una volta l’anno. Occupa abitualmente tane abbandonate da altri animali, ma secondo l’areale di distribuzione può scavare ella stessa la sua tana, che utilizza soprattutto durante la stagione invernale.

Curiosità

Durante il comportamento difensivo le moffette utilizzano una modulazione comportamentale molto complessa, che termina con lo scaricamento delle ghiandole sottocaudali. Tale capacità di eludere i predatori è sviluppata solamente dopo 17 giorni di vita, ma non ha pienamente significato di minaccia. Per giungere a tale scopo, le moffette devono raggiungere i 32 giorni di vita. Tuttavia, la vera arma difensiva delle moffette è il colore: secondo alcuni recenti studi, l’alternanza del bianco e nero sembra essere un carattere fenotipico già di per sé efficace ad intimidire i predatori.

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Moffetta Americana

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Zibetto africano

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ROSSETTO EGIZIANO

Nome comune

Rossetti egiziani

Classificazione scientifica

Ordine – Chiroptera

Sottordine – Megachiroptera

Famiglia – Pteropodidae

Sottofamiglia – Rousettinae

Genere – Rousettus

Specie – Rousettus aegyptiacus

Areale di distribuzione

Africa, Medio Oriente.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il rossetto egiziano è un pipistrello piuttosto diffuso in ambiente domestico. È un piccolo mammifero volante, frugivoro-florivoro, che si nutre cioè prevalentemente di frutta e nettare. Il rossetto egiziano non gradisce la frutta eccessivamente matura perché ricca di etanolo.

Come molti pipistrelli, presenta abitudini comportamentali notturne, mentre durante il giorno riposa in caverne particolarmente umide. La maturità sessuale è raggiunta all’incirca entro i nove mesi di vita in entrambi i sessi e la gestazione ha una durata complessiva di circa 120 giorni.

Note di etologia

Anche i pipistrelli sono animali particolarmente sociali, cioè che intrattengono diversi rapporti comportamentali con altri soggetti. Sebbene i pipistrelli frugivori possano sembrare più docili e inclini alla socialità, alcuni ricercatori hanno osservato che comportamenti particolarmente sociali (es. grooming), sono maggiormente manifestati dai pipistrelli vampiri (che si nutrono di sangue), rispetto a quelli frugivori.

Curiosità

Il rossetto egiziano, come altre specie di frugivori, è un animale molto importante dal punto di vista ecologico: nutrendosi di frutta e fiori, infatti, riveste un ruolo di dispersore di semi, garantendo così la sopravvivenza di specie botaniche importanti.

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Ovicaprini

PECORA DI SUFFOLK

Nome comune

Pecora di Suffolk

Classificazione scientifica

Ordine – Artiodactyla

Famiglia – Bovidae

Subfamiglia – Caprinae

Genere – Ovis

Specie – Ovis aries

Areale di distribuzione

La pecora di Suffolk è una razza di pecora proveniente da selezione genetica a partire dalle razze ancestrali. Non ha dunque un areale di distribuzione in senso ecologico. Tuttavia, è possibile collocare la selezione di tale razza in Inghilterra tra l’Ottocento e il Novecento, ottenuta dall’incrocio e successivo meticciamento selettivo della pecora della Contea di Nortfolk con arieti Southdown.

Provenienza

Nata in ambiente domestico.

Note di biologia

Come tutte le pecore, anche la pecora di Suffolk è un piccolo ruminante, che si contraddistingue per la tipica colorazione: vello medio, di colore bianco e muso e arti tipicamente neri; testa acorne. La razza Suffolk è un’ottima pascolatrice e richiede pascoli ricchi e abbondanti. Tra le pecore considerata come razza di grandi dimensioni: i maschi pesano, secondo i soggetti, dai 110 ai 150 Kg; le femmine dagli 80 ai 120 Kg.

Note di etologia

A differenza di altri mammiferi, è ormai appurato che nel ciclo sessuale delle pecore la variazione della durata del giorno (fotoperiodismo), sia determinante nella ciclizzazione degli estri.

Curiosità

La pecora Suffolk è stata importata in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, inizialmente in Umbria e poi diffusa in tutta la Penisola.

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FURETTO

Nome comune

Furetto

Classificazione scientifica

Ordine – Carnivora

Famiglia – Mustelidae

Genere – Mustela

Specie – Mustela putorius

Sottospecie – Mustela putorius furo

Areale di distribuzione

Il furetto è una specie animale domestica, ottenuta attraverso un intenso processo di domesticazione dalla specie Mustela putorius. Per tanto, il furetto domestico non ha una propria collocazione geografica d’origine.

Provenienza

Nato in ambiente domestico.

Note di biologia

Il furetto è un mammifero carnivoro che presenta una lunghezza media di 50 cm in entrambi i sessi, con un peso che varia dai 500 gr ad 1 Kg nelle femmine e che può giungere ai 2 kg nei maschi. La tipica morfologia del furetto lo rende un animale particolarmente adatto a frequentare ambienti angusti, tane e anfratti.

La gestazione del furetto è di circa 40 giorni e risulta essere molto variabile il numero di cuccioli per nidiata e dipendente dalle condizioni delle femmine. Alcune, riescono a portare al completo svezzamento anche 12 cuccioli.

Note di etologia

È particolarmente interessante l’ancestrale comportamento predatorio del furetto, che in ambiente domestico è spesso ritualizzato in gioco.

Il comportamento del furetto è molto diversificato e ritualizzato: tuttavia, anche le vocalizzazioni rivestono un significato importante nella comunicazione tra conspecifici.

Curiosità

Come molti altri carnivori obbligati, il furetto non attua intensi processi digestivi e il suo tratto grastro-enterico è poco diversificato.

Il furetto è un animale sociale e molto attivo e richiede spazi ampi e opportunamente arricchiti, ma non solo per il suo benessere generale. Infatti, secondo alcuni autori, un ambiente arricchito sarebbe proporzionalmente correlato al successo riproduttivo in questi animali.

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